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Europe European Parliament

Afta epizootica: revisione della politica UE di non vaccinazione

   Fri 07/09/2001

In risposta all'interrogazione E-1195/01(1) del marzo di quest'anno, la Commissione dichiara di "sostenere pienamente una revisione dell'approccio attuale nei confronti della vaccinazione", rilevando tuttavia la mancanza di sostegno politico a una revisione in tal senso, sia all'interno del Consiglio, sia del Parlamento europeo. La Commissione dichiara che "questa mancanza di sostegno riflette le ben note limitazioni di una simile politica, comprese implicazioni di natura commerciale, seppur a queste non limitate".

Nell'aprile di quest'anno, tuttavia, il Parlamento europeo ha espresso il suo chiaro sostegno politico a una revisione nella risoluzione PE 303 051 (risoluzione del Parlamento europeo sulla dichiarazione della Commissione europea sull'afta epizootica nell'Unione europea), invitando "la Commissione a rivedere immediatamente la politica fondamentale di non vaccinazione dell'Unione europea".

Al momento presente (prima settimana del settembre 2001), è evidente che l'emergenza dell'afta epizootica non è ancora pienamente sotto controllo. Ciò desta specialmente preoccupazione, dal momento che la malattia è molto più difficilmente controllabile in inverno che in estate. Vi è inoltre il rischio che l'afta epizootica divenga endemica tra la selvaggina nel Regno Unito.

Considerando che i calcoli sui quali si è basata la politica di non vaccinazione nel 1991 prendevano in considerazione solo un'epidemia di afta ogni dieci anni, concorda la Commissione sul fatto che la possibilità molto concreta che si prospetti un altro inverno di emergenze legate all'afta epizootica dovrebbe condurre a riconsiderare con urgenza la politica di non vaccinazione prima dell'arrivo dell'inverno?

La Commissione dichiara correttamente che implicazioni di natura commerciale sono alla base della politica di non vaccinazione. Concorda la Commissione sul fatto che la crisi dell'afta epizootica dell'inverno scorso ha mostrato che l'impatto negativo su molti settori dell'economia sovrasta di gran lunga l'impatto che la vaccinazione profilattica generalizzata avrebbe sul commercio esterno dell'UE? Concorda la Commissione sul fatto che l'impatto economico della non vaccinazione dipende dalla frequenza e dall'intensità delle epidemie? In caso affermativo, quale ritiene essere il punto in cui l'impatto economico da positivo diviene negativo?

Quali misure ha adottato finora la Commissione per assicurare che, nel caso in cui una revisione della politica di non vaccinazione conduca a una vaccinazione profilattica generalizzata, il vaccino sia disponibile in quantità sufficienti a breve termine, qualora dovesse verificarsi un'altra emergenza?

(1)GU C 364 E del 20.12.2001, pag. 58.


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